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Giavellotto
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Da Leonida e i suoi valorosi Spartani al giavellotto moderno...

Ma probabilmente dobbiamo partire da millenni prima per parlare di quest'arma così antica.

L'attrezzo, con l'uomo primitivo, sicuramente nasceva come "bastone" con cui colpire chi lo minacciava o per cercare nelle tane profonde eventuali animali da cacciagione.

Controllare a "distanza" quindi, un'azione, questa era la funzione del "bastone","mazza", "clava", o "ramo". Colpire l'avversario senza avvicinarsi troppo a lui e colpirlo era la possibilità più utile per l'aggredito o per l'aggressore.

Via via, con la scoperta del fuoco e l'utilizzo della pietra di selce, l'uomo ha visto nel bastone un'arma sempre più efficente.

Rendere aguzza la punta forgiandola nel fuoco e limandola con la pietra fino ad ottenere il primo "puntale" è stato il passo successivo alla forma che porterà ai giorni nostri al moderno "GIAVELLOTTO"

La storia su quest'arma è presente su internet, quindi vi risparmio il codice storico dell'invenzione e del miglioramento dell'arma. Questa introduzione servirà a mettere in chiaro come si è passati "a parer mio" dalla forma grezza del nostro lancio (passando dal tiro) alla moderna tecnica di allenamento della prestazione.

Non possiamo pensare quindi che l'idea del lancio è nata da subito. Sicuramente si è sviluppata per poter essere più efficaci nella caccia da lontano e quindi successivamente riducendo lo spessore del bastone si è creata la famosa freccia dell'arco che ha soppiantato l'uso della lancia nel tiro da lontano.

1. - LA TECNICA PRIMORDIALE DI TIRO

La caratteristica del bastone utilizzato dai primi ominidi non era certo quella della linearità e pulizia dell'attrezzo. Sicuramente quindi, poco aerodinamico, poteva essere "tirato" a piccole prede nelle vicinanze (lepri, pesci ecc) o usato a due mani per "affondare" il puntale (forgiato nel fuoco) negli animali che lo sovrastavano come altezza e peso (orsi ecc.)

Pertanto "tecnicamente" possiamo dire che l'attrezzo era tenuto dall'alto verso il basso e il tutto era a carico del braccio che doveva passare da una posizione lunga ad un'altra passando da una posizione corta in pochissimo tempo. "TIRO"

L'attrezzo quindi pesante ben si prestava ad essere utilizzato con "forza esplosiva e rapida" ma su distanze cortissime e su animali di piccola taglia.

....... E QUINDI?

Questo "inizio" di attività per gli amanti del giavellotto può essere la parte più noisa dell'allenamento ma quella che al contempo creerà le basi per il lancio lungo.

Addestrare i piccoli non a vedere l'attrezzo lanciato lontano, ma percepirlo come parte di sè nell'eseguire la posizione lunga in chiusure avanti a sè via via sempre più lontane a

1mt, 2mt, 4mt, 5mt .... (possiamo "giocare" a tiri di precisione ...caccia... ma senza piegare il braccio).

possiamo camminare, marciare e "chiudere il lancio avanti". Le attività saranno proposte, non solo con l'attrezzo standard, ma anche con attrezzi strutturati (palle da tennis, vortex, canne di bambù, palle mediche ecc. a uno e a due braccia) ricordiamo che entrambe le braccia lavoreranno SIMMETRICAMENTE.

 

 
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